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"Libro di Habbo" "Guardians" Ep.73 Supera i tuoi limiti - Versione stampabile

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"Libro di Habbo" "Guardians" Ep.73 Supera i tuoi limiti - _Hanon_love - 09-22-2025

???: <<*Arresto Momento!*>> -nel mezzo della generazione del caos data dal buco nero, dalle grida disperate della fata e dall’arrendevolezza del Pony in caduta, si udì in lontananza una voce, femminile sicuramente, che urlò l’incantesimo volto a bloccare l’irrefrenabile fine dell’animale da compagnia di Lucas che venne avvolto da una calda aura verdastra-

Stella: <<Chi è stato? Che sta succedendo?!>> -non stava capendo come fosse possibile, si rese però conto di non essere stata lei a lanciare quell’incantesimo, non era uscito nulla dalle sue mani e non sarebbe neanche stata in grado di farlo ma in un Mondo, come quella dimensione, chi poteva essere stato l’eroe salvatore di Spongy?-

Il Pony nel completo silenzio, con gli occhi chiusi e bloccati dalla paura; non voleva assolutamente assistere alla sua fine e disfatta, non era pronto, chi lo sarebbe mai. Dal terrore non aveva neanche sentito l’urlo dell’eroe misterioso però si aspettava una fine più veloce, si stava rendendo conto della lentezza del momento e con fare coraggioso cercò di aprire pian piano un occhio e poi l’altro e si rese conto di essere rimasto bloccato a mezz’aria per qualche inspiegabile motivo.

Spongy: <<Sono ancora vivo? Oddio! Sono ancora vivo sì! Ma è incredibile! Ragazza! Ma è merito tuo? Ma che dico, non saresti capace di far volare neanche una piuma figurati un figurino come me! Delle volte dico davvero delle assurdità!>> -resosi conto della situazione non smetteva più di parlare, non poteva muovere neanche la più piccola parte del suo corpo ma la lingua non rientrava in queste- <<Si ok, tutto bellissimo ma quando si scende dalla giostra? Avrei una certa urgenza!>> -cercando di dimenarsi a mezz’aria, senza successo, era completamente immobilizzato-

Riccio: <<Ma com’è possibile.. Chi è stato?>> -disse il cavalluccio in lontananza, non riuscendo neanche lui a vedere chi fosse stata la protagonista dell’evento salvifico, seppur lui avesse molta più visuale rispetto a tutti gli altri-

???: <<*Maiores porta dimensiva aperi!>> -di nuovo si sentì udire la stessa voce ma questa volta da un’altra parte e di nuovo non riuscivano a capire chi fosse stato, di certo era stata una donna, la voce però sembrava essere giovanile-.

La fata, rimasta anch’essa in bilico sul piccolo promontorio col buco nero sotto di lei che continuava ad ingigantirsi, era più che mai in pericolo. Spongy era ormai salvo a mezz’aria ma la ragazza no: non riusciva a rimettersi in piedi, non aveva il giusto appoggio e la roccia sulla quale essa si trovava stava ormai per crollare completamente nel baratro più oscuro. Non stava più badando alla voce femminile urlante in lontananza e neanche a Spongy perchè ormai salvo ed appena percepì un ulteriore cedimento della struttura rocciosa, guardò verso il buco nero, impaurita. Finalmente notò la stessa cosa che venne guardata da Riccio qualche momento prima, quest’ultimo però non riuscì a capire cosa fosse realmente perché troppo distante, non è però il caso di Stella: una sfera magica al centro del buco nero conteneva due corpi, non erano oggetti, uno più grande e uno più piccolo e guardando meglio la fata notò e capì che quelli erano Teddy e Yeti, addormentati ed intrappolati in quella sfera di luce, proprio al centro del buco nero.

Stella: <<Non ci credo.. Quelli sono Teddy e Yeti! Non sono morti!>> -urlò con la poca forza che le rimaneva in corpo-.

Spongy, bloccato ancora a mezz’aria con lo sguardo rivolto verso la fata, non era in grado di vedere il centro del buco nero e smentire o dare ragione alla ragazza.

Stella: <<Sono sicuramente loro! Dobbiamo salvarli!>> -un ulteriore cedimento fece focalizzare Stella sul problema principale che era la sua incolumità-

Spongy: <<La fai facile! Ci vedi capaci di lanciarci nel buco nero, tirare fuori i due dispersi e tornare alla vita di tutti i giorni?! Se non ti sbrighi ad andartene da lì ti ritroverai in 3 secondi morta stecchita!>> -urlò il Pony realmente preoccupato per l’incolumità dell’amica-

Stella: <<..Non ci riuscirò..>> -pensò tra sé e sé  perché ad ogni piccolo movimento, il terreno sotto i suoi piedi sembrava cedere a poco a poco- <<Devo provare con la magia.. Devo recuperare quella gabbia magica a tutti i costi!>> -allungò il braccio verso il buco nero, cercando di non sbilanciarsi troppo al di là per evitare di rompere l’equilibrio precario che si era creato- <<*Turbina avvolgente!>> -cercò di raccogliere a sé tutta la magia che le era rimasta in corpo ed una debole energia sembrò uscire dalla sua mano, con scarso successo-.

Un flusso d’aria si mosse verso il centro del buco nero, riuscendo a sopravvivere alle turbolenze del caos e raggiungendo a fatica la sfera d’energia contenitiva dei due cuccioli, inspiegabilmente ritrovatisi lì, come addormentati, non davano segni di vita ma questo si sarebbe valutato solo dopo averli recuperati. Il fascio magico di Stella raccolse i due animali e a fatica, mentre la fata controllava a distanza l’incantesimo, sudando come non mai, in bilinco tra l’equilibrio e la caduta nel vuoto, stava cercando di tirarli prima fuori dal pericolo per poi cercando di portarli verso di sé per poterli recuperare e mettersi tutti in salvo.

Riccio: <<Forza Stella! Ci sei quasi!>> -urlava il cavalluccio a distanza, impotente nel guardare la scena-

Spongy: <<Ci sta riuscendo? Non vedo niente! Oh..>> -vide che la gabbia magica gli stava passando proprio di fianco ma allo stesso modo vedeva la fata ormai sfinita, non sapeva più dove ricercare l’energia nel suo organismo, stava superando il limite e si vedeva ma l’alternativa era mollare la presa e perdere per sempre i due compagni finalmente e duramente ritrovati- <<Forza Stella non mollare proprio adesso o non ti perdonerò mai!>> -urlò il pony cercando di incoraggiare la ragazza-.

La distanza era ormai diventata minima e la magia era esaurita, l’unica cosa che rimaneva da fare era allungare l’altra mano cercando di afferrarli come ultimo atto disperato. Sempre mantenendo il contatto magico, altrimenti sarebbero ricaduti nel vuoto perdendo l’unica occasione per poterli salvare, allungò il braccio sinistro, sbilanciandosi molto, arrivando quasi a toccare la gabbia magica. Si rendeva conto che il rischio al quale si stava esponendo era molto alto ma in quel momento altre opzioni non le venivano in mente ed aiuti esterni non ve ne erano: l’unica che poteva fare qualcosa era solo e soltanto lei ed aveva la responsabilità di doverli recuperare, non se lo sarebbe mai perdonato altrimenti. A fatica riuscì a raggiungerli finalmente con la mano, afferrò la sfera e mollò la presa magica, ormai aveva dato tutta sé stessa, non aveva modo di fare altro oltre quello che avesse già fatto: non ebbe fatto il conto con il contrappeso che i due animaletti avrebbero fatto rispetto alla sua precaria posizione sul cumulo dondolante di roccia. Il peso venne sbilanciato, si posizionò tutto in avanti e la fata, insieme ai due animaletti ingabbiati, cadde nel vuoto, stava precipitando sotto gli occhi dei compagni, che non poterono far altro che guardare la scena senza poter fare nulla.
La fatta ebbe fallito. Stella non era riuscita a salvare nessuno, neanche sé stessa, seppur non ci avesse molto pensato alla sua incolumità quanto invece le pesava il fatto di aver perso contro Lorden ed il suo demone e quanto quella missione, che di salvataggio doveva essere, si era trasformata in una carneficina. Teddy e Yeti erano stati creduti morti perché il demone così le aveva fatto credere poi si sono scoperti vivi ma ugualmente in pericolo. Spongy e Riccio a breve avrebbero fatto anche loro un’orrenda fine, senza protezione, attendendo l’arrivo della morte senza poter fare nulla, senza poter scappare o chiedere aiuto. Stella si sentiva in colpa, piena di rimorso e rabbia contro sé stessa: credeva di aver vinto quando aveva sconfitto il demone ma in realtà non aveva fatto altro che accendere la macchina distruttrice di quella dimensione, quindi è stata essa stessa fautrice della sua fine.

Prima di raggiungere il buco nero, al di sopra di questo comparì improvvisamente un secondo portale, bianco con sfumature beige che giraravano in tondo e scintille che ne fuoriuscivano all’esterno e si disperdevano nel tetro spazio circostante. Stella, Yeti e Teddy vi cadderò in pieno e l’unica cosa che sentirono i due compagni reduci furono le urla finali della fata.

Spongy: <<Ma che sta succedendo! Che fine ha fatto Stella?! Non vedo niente!>> -il pony continuava ad urlava a mezz’aria, bloccato nei movimenti ma non nella parola- <<Riccio! Fai qualcosa! Dici qualcosa! Che fine ha fatto Stella?!>> -non riusciva a vedere neanche il cavalluccio però sapeva che lui era da un’altra parte, più distante e al sicuro, almeno per il momento-.

L’aura intorno a Spongy improvvisamente scomparve e si sentì come mancare la terra sotto le zampe, di nuovo, crollò nel vuoto ma anch’esso, questa volta, caddé nel trasportatore dimensionale che al nulla era apparso e che alla vista sembrava essere molto diverso da quello che stava distruggendo l’intera dimensione di Lorden. Quest’ultimo era più oscuro, una sorta di belva inferocita affamata di qualsiasi cosa si trovasse intorno, mentre il secondo portale che si era venuto a formare, somigliava ad una sorta di forte bagliore celestiale ed accecante, non aveva intenzioni catastrofiche, non si ingrandiva ma rimaneva lì come una porta d’uscita.

Nel frattempo Riccio aveva perso chiunque, tutti i suoi compagni erano scomparsi e lui era rimasto da solo a guardare tutta la scena, senza possibilità d’uscita. Aveva pensato di gettarsi anche lui in quel portale ma dove lo avrebbe condotto? E se quello fosse stata un’altra trappola di Lorden? Nessuno gli stava la sicurezza necessaria per fare quell’azione che tanto poteva essere salvifica quanto suicida. Rimase allo lì, immobile senza muovere un muscolo o proferire parola, indeciso sul da farsi, mentre il buco nero oscuro si stava sempre di più avvicinando al cavalluccio. Scappare non gli sarebbe servito a nulla. La dimensione di Lorden è limitata nello spazio, avrebbe girato in tondo ritornando al punto di partenza. La scelta al momento presa era di stare immobile, fermo ed in silenzio.

???: <<Vai.. Fidati..>> -di nuovo quella voce, questa volta sembrava però più vicina, calda e materna in un certo senso, più che una persona sembrava fosse la coscienza del cavalluccio a parlare- <<*Iter!>> -appena proferì queste parole, questa volta di nuovo in lontananza, urlando, comparve un percorso magico, delle lastre biancastre, come il marmo, sospese a mezz’aria che congiungevano il sito dove si trovava Riccio al portale interdimensionale-.

A Riccio non rimase altro da fare se non seguire le istruzioni della voce femminile misteriosa. Con timore ma allo stesso tempo rassegnazione iniziò a seguire il sentiero magico tracciato dalla misteriosa salvatrice, almeno all’apparenza, sino a raggiungere il portale. Ne percepiva il calore, sembrava come avvolgerlo con dolcezza, non lo stava trascinando dentro di sé, era come se rispettasse i suoi tempi, sino a che il cavalluccio  non si convinse e vi entrò dentro. Chiuse gli occhi e si gettò al suo interno, rassegnato alla sua fine, in mancanza di altre scelte ed alternative migliori.

Chi era quella voce misteriosa? Chi aveva aiutato, a morire o a salvarsi, il gruppo in missione? Tra le poche cose rimaste in quella dimensione, che stavano per essere completamente trascinate nel buco nero, ancora perdurante nel suo compito distruttivo, in lontananza si notò una figura minuta, femminile dalle lunghe trecce nere ed abbigliamento beige: era Dakota, la marionetta di Cosmia. L’unica in grado di aprire varchi dimensionali era proprio la vecchia preside di Cristaly. Si era ripromessa di non mettersi in mezzo alle missioni dei ragazzi, che aveva continuato ad osservare a debita distanza, senza mai intrarciarli, ma non avrebbe mai permesso a loro di incorrere in pericoli mortali senza tenerli sotto controllo, senza intervenire finché non fosse stato strettamente necessario e quello era proprio uno di quei momenti. Non aveva direttamente aperto il portale e trascinato dentro, con la forza, il gruppo perché avrebbe rischiato di incudere terrore nei loro occhi e scetticismo nel gettarsi in quella porta dimensionale. Non si era fatta vedere altrimenti la maschera sarebbe caduta troppo presto e non avrebbe potuto continuare sotto quelle mentite spoglie ad aiutare il gruppo. Riccio e Spongy avevano perso la memoria una volta usciti dalla dimensione di Lorden ma non era stato per via del portale aperto coi loro cristalli, non ne sarebbero stati capaci, sicuramente c’era stato un aiuto esterno, ancora non aveva però ben capito chi fosse stato precedentemente ad aiutare il gruppo di animali e perché Yeti e Teddy fossero rimasti in quella dimensione ancora. La perdita di memoria è qualcosa di sospetto, non rientra in un effetto collaterale di questi tipi di incantesimi interdimensionali e sicuramente la magia dello smeraldo non c’entrava. Chi allora era stato ad aiutare Riccio e Spongy ad uscire dal mondo di Lorden? Era ora di dare però un freno alle domande perché  anche per lei era arrivato il momento di lasciare quella dimensione e tornare a Cristaly.

Il portale che aveva evocato si chiuse e Dakota venne avvolsa da una polvere verdastra, luccicante, che la fece dissolvere completamente, lasciando il piccolo mondo di Lorden alla completa distruzione.