04-25-2020, 11:11 PM
“Sabato 25 Aprile 2020.
Giorno 51 di quarantena.
25 Aprile.
Oggi si festeggia la liberazione dalla dittatura, dalla fine di una guerra.
L’abbiamo sempre considerato un giorno come un altro, ma forse quest’anno è diverso.
Chissà cosa stavano provando i nostri antenati 75 anni fa.
Forse non ci siamo mai soffermati a chiedercelo.
Abbiamo sempre avuto la libertà fin da quando siamo nati, non potevamo capire cosa significa venirne privati.
Forse quest’anno ci sentiamo un po’ come i nostri nonni o bisnonni.
Oggi non è la nostra liberazione, siamo ancora a casa.
Ma manca poco.
Poco più di una settimana.
Purtroppo il nemico non sarà sconfitto, non potremo festeggiare come vorremmo.
Ma ci sentiremo liberi, o almeno in parte.
Potremo ricominciare ad uscire, a vedere i nostri amici seppur a distanza di sicurezza e con mascherine obbligatorie.
4 Maggio 2020. Inizio della fine, si spera.
Forse oggi siamo più vicini ai nostri connazionali, forse oggi abbiamo finalmente capito cosa vuol dire sentirsi in trappola, cosa vuol dire voler tornare alla normalità, cosa vuol dire LIBERTÀ.
Forse oggi ci rendiamo conto che gli sforzi fatti in passato hanno avuto un grande risultato, un risultato a cui non avevamo mai posto molta attenzione.
Forse abbiamo compreso che la libertà non è poi così scontata e che va apprezzata ogni singolo giorno perché può cessare da un momento all’altro.
Forse fra qualche giorno potremo dire di sentirci di nuovo liberi, nonostante nulla sia più come prima e non lo sarà ancora per molto.
Oggi guardiamo le foto del ‘45, gente sorridente che scende per le strade a festeggiare, gente sui balconi a cantare, gente che si bacia e si abbraccia, testimoni della fine di una guerra e di una dittatura.
Oggi ammiriamo queste persone nella speranza di poter tornare ad abbracciarci e a festeggiare la fine di un nemico che ha causato molte morti. Un nemico che non è ancora sconfitto e che rischia di tornare.
Quest’anno la festa della liberazione risiede nei cuori di tutti noi, nella speranza che, anche noi, un giorno, potremo festeggiare il giorno della nostra liberazione, ricordando quel giorno per molti anni a seguire.“
Giorno 51 di quarantena.
25 Aprile.
Oggi si festeggia la liberazione dalla dittatura, dalla fine di una guerra.
L’abbiamo sempre considerato un giorno come un altro, ma forse quest’anno è diverso.
Chissà cosa stavano provando i nostri antenati 75 anni fa.
Forse non ci siamo mai soffermati a chiedercelo.
Abbiamo sempre avuto la libertà fin da quando siamo nati, non potevamo capire cosa significa venirne privati.
Forse quest’anno ci sentiamo un po’ come i nostri nonni o bisnonni.
Oggi non è la nostra liberazione, siamo ancora a casa.
Ma manca poco.
Poco più di una settimana.
Purtroppo il nemico non sarà sconfitto, non potremo festeggiare come vorremmo.
Ma ci sentiremo liberi, o almeno in parte.
Potremo ricominciare ad uscire, a vedere i nostri amici seppur a distanza di sicurezza e con mascherine obbligatorie.
4 Maggio 2020. Inizio della fine, si spera.
Forse oggi siamo più vicini ai nostri connazionali, forse oggi abbiamo finalmente capito cosa vuol dire sentirsi in trappola, cosa vuol dire voler tornare alla normalità, cosa vuol dire LIBERTÀ.
Forse oggi ci rendiamo conto che gli sforzi fatti in passato hanno avuto un grande risultato, un risultato a cui non avevamo mai posto molta attenzione.
Forse abbiamo compreso che la libertà non è poi così scontata e che va apprezzata ogni singolo giorno perché può cessare da un momento all’altro.
Forse fra qualche giorno potremo dire di sentirci di nuovo liberi, nonostante nulla sia più come prima e non lo sarà ancora per molto.
Oggi guardiamo le foto del ‘45, gente sorridente che scende per le strade a festeggiare, gente sui balconi a cantare, gente che si bacia e si abbraccia, testimoni della fine di una guerra e di una dittatura.
Oggi ammiriamo queste persone nella speranza di poter tornare ad abbracciarci e a festeggiare la fine di un nemico che ha causato molte morti. Un nemico che non è ancora sconfitto e che rischia di tornare.
Quest’anno la festa della liberazione risiede nei cuori di tutti noi, nella speranza che, anche noi, un giorno, potremo festeggiare il giorno della nostra liberazione, ricordando quel giorno per molti anni a seguire.“





