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"Libro di Habbo" "I retroscena del Sol" Ep.42 Non mi abbatterai

Scritto da _Hanon_love il 14/06/2021 alle 11:06

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Scritto da _Hanon_love

#1
Joypad 
Giunto proprio difronte la grande massa di giornalisti che aveva inondato le strade, accompagnati da un corteo di persone comuni venute a conoscenza della notizia del giorno, che si sarebbe poi rivelata la grande novità della settimana tutta, Kai fu travolto dalle domande dei giornalisti non riuscendo a raccoglierne una di senso compiuto poiché le molte si addossavano alle altre, perciò il giovane cercò di mettere a freno un po’ gli animi, riuscendo finalmente a capire qualcosa:
 
Giornalista 1: <<Signor Alam, Signor Alam! Una domanda prego!>> -Kai si rivolse così verso la giornalista che lo aveva richiamato a sé- <<Come si sente questa mattina dopo aver saputo di aver vinto il Festival Internazionale di Habbo City? Sente su di lei una maggiore responsabilità o è ancora concentrato sulla felicità del momento?>> -era rimasto impietrito dalle parole della giornalista, credeva di non aver sentito bene e chiese alla ragazza di ripresentare la domanda, e questa fu la stessa-.
 
Credeva fosse un sogno, ma ciò non poteva trattarsi, si era già pizzicato in casa alla vista dei giornalisti, perciò prima di iniziare a rispondere alle innumerevoli domande che gli venivano poste, evitando così di sbagliare, almeno ebbe questa lucidità, decise di rientrare un attimo in casa per riuscire a mettere in ordine i propri pensieri, cercare di focalizzare la situazione, era tutto così assurdo da non crederci. Fece qualche passo indietro, si scusò diverse volte coi giornalisti dicendo loro che sarebbe ritornato tra poco, seppur questi iniziarono a scaldarsi ancor di più, forse non avendo recepito bene le parole del ragazzo, emozionato, con voce tremolante e molto insicura, arretrò fino a raggiungere la porta d’ingresso, la aprì velocemente che si infilò dentro casa. Adesso non solo i giornalisti ma anche la folla iniziò a chiamare il nome del cantante, iniziarono ad urlare il nome della band e dei singoli due componenti, anche quello di Vanessa che non era purtroppo lì, ma fu presto avvisata:
 
Luisa: <<Ma davvero?>> -raccolse lo sguardo del figlio- <<Avete davvero vinto il Festival..?>> -scosse la testa lentamente, su e giù e la madre iniziò a camminare verso di lui, con un sorriso che man mano si aprì sulla sua faccia fin poi concludersi in un abbraccio forte, sentito, caloroso, eterno, dopo tanta tristezza e rammarico, quell’abbraccio avvolse tutto, racchiuse il cattivo in un panno e lo ripose nel dimenticatoio, almeno per quegli attimi- <<Susu non perdiamoci troppo! Devi avvisare Vanessa immediatamente e tutti gli altri membri del gruppo, devono sapere la grande notizia!>> -Kai prese immediatamente il telefono dalla tasca ed ovviamente chiamò la fidanzata Vanessa in quanto unico membro della band, ciò all’oscuro della madre-
 
Il ragazzo attese il bussare del telefono, e dopo 4 volte, finalmente la ragazza lo rispose, ancora assonnata, lo si percepiva e sentiva dalla voce, però riuscì bene a recepire il messaggio:
 
Kai: <<Abbiamo vinto..>> -dall’altra parte la ragazza ancora non aveva ben capito cosa intendesse dire il fidanzato- <<Abbiamo vinto il Festival..>> -Vanessa finalmente capì, sobbalzò infatti dal letto e con il beneficio del dubbio impiantato nel cervello disse-
 
Vanessa: <<Ti prego Kai dimmi che non stai scherzando.. Se è uno scherzo vengo lì e ti prendo a calci in pancia..>>
 
Kai: <<No Vane è tutto vero.. Ci stanno i giornalisti davanti casa mia che fremono per farmi uscire di casa e farmi le domande, una marea di persone tutta riversata in strada neanche fosse successo l’evento del secolo, tutti urlano il nostro nome e quello dei Better Baby e la prima domanda che mi ha fatto una giornalista è stata “Come si sente dopo aver vinto il Festival” io a quello sono rimasto paralizzato.. Non ci credo ancora..>> -mettendosi la mano destra su per i capelli mentre con la sinistra manteneva il telefono all’orecchio- <<Ma che stai facendo tu?! Sento un rumore assurdo!>> -si sentiva che la ragazza ebbe messo il vivavoce e la risposta della stessa arrivò da un qualche posto un po’ più lontano dal telefono-
 
Vanessa: <<Mi sto preparando mi sembra ovvio! Corro subito da te! Giusto un attimo che trovo qualcosa di decente nell’armadio, ma la vedo una roba impossibile! Sembrerò una zingara uscita da chissà quale tana!>> -ancora un’altra risposta, più lontana di Vanessa, arrivò-
 
Stefania: <<Questo è un palazzo altro che tana! Puoi andarne fiera! E poi, lascia perdere il tuo armadio che lì non troverai altro che polvere dato che non è neanche il tuo di armadio ma sempre mio e per giunta vuoto!>>
 
Vanessa: <<Ma proprio qui mi dovevo trovare stamattina?! Tenevo un ricco armadio a casa mia, mannaggia a me!>> -ma la conversazione fu interrotta perché a chiamare fu questa volta la madre di Vanessa- <<Aspetta amore mi sta chiamando anche mia madre, chissà che.. Ti lascio in attesa tesoro>> -Kai rispose di sì ed andò in attesa- <<Pronto mamma che è..!>> -subito venne bloccata-
 
Giovanna: <<Ma si può sapere che hai combinato ieri! Qui ci sta una marea di gente davanti casa, tuo padre è bloccato dentro e neanche può andare a lavoro e io appena sveglia mi ritrovo una massa di giornalisti che cerca mia figlia?! Che cosa hai combinato Vanessa?! Appena torni a casa ti faccio vedere io!>> -la madre aveva frainteso la situazione poiché non sentiva, con le finestre e la porta chiusa, le urla e gli appelli del pubblico-
 
Vanessa: <<Nono mamma che hai capito! Abbiamo vinto il Festival!>>
 
Giovanna: <<Il Festival? Intendi proprio quel Festival al quale avete partecipato ieri? Ma sei seria?>> -iniziando a poggiare una mano al muro a sinistra, sostenendo con questa il suo corpo-
 
Vanessa: <<Serissima! Ora però non farmi perdere tempo che sono già in ritardo, sono a casa di Stefania che abbiamo dormito qui adesso devo scappare da Kai che anche lui ha casa infestata da giornalisti e dalla gente perciò prima facciamo tappa da lui che è già là, poi veniamo da voi, promesso!>>
 
Giovanna: <<Va bene, Va bene, stai attenta!>> -prima di chiudere completamente la chiamata con la madre, Vanessa fu contatta al telefono anche da Zack, aveva ancora il suo numero, non se ne era resa conto, ma la sua chiamata non si sarebbe prospettata nulla di buono se non cattiveria in quella giornata tanto serena e gioiosa-
 
Vanessa: <<Col ..... che ti rispondo! Neanche se mi pagassero risponderei alla tua stupida chiamata brutto parassita! Stefania!!>> -l’amica corse in camera-
 
Stefania: <<Mi sembri un’oca strillante che vuoi?>> -ricevette il telefono da Vanessa e vide subito chi era che la stava chiamando, capendo al volo cosa l’amica volesse da lei- <<Va bene rispondo io, anche se dopo la figura che ci feci qualche giorno fa, preferirei tenermi alla larga..>> -prese il telefono, strisciò il dito e rispose- <<Pronto?>>
 
Zack: <<Pronto? Stefania?>>
 
Stefania: <<Si ormai promossa a segretaria della signorina Bennett mi dica..>> -ironizzando sulla terribile situazione che stava vivendo per colpa dell’amica-

Zack: <<Vanessa non c’è? Questo non è il suo numero?>> -eppure dalla voce sembrava docile, come ammorbiditosi, era alquanto strano-
 
Stefania: <<No al momento è in bagno perciò ho risposto io, vedendo il grande personaggio che la stava chiamando non volevo neanche rischiare che tu le rovinassi la giornata..>>
 
Zack: <<Capito.. No volevo solo sapere come ci si sente a vincere il Festival.. Noi non l’abbiamo vinto per cui non possiamo saperlo..>> -la ragazza si aspettava una risposta più focosa dal giovane, sembrava come se questo si fosse addolcito di punto in bianco dopo la sonora sconfitta che gli è stata riservata dai Better Baby al Festival, seppur il suo gruppo, con Gabriele e Kami, avesse vinto uno dei premi annuali ma non la coppa come dai due uomini sperato-
 
Stefania: <<Ah questo dovresti chiederlo direttamente a lei, io posso solo dirti che essere la migliore amica di una che ha appena vinto il Festival più importante dello Sluke è impegnativo ahah!>>
 
Zack: <<Immagino.. Senti Stefania, adesso che ne ho la possibilità voglio chiederti scusa..>> -la ragazza non rispose e non chiese del perché, in quanto già sapeva il motivo- <<Non avrei dovuto trattarti così male quando ti sorpresi a spiare me e Kami.. Tra di noi non c’è nulla, questo posso assicurartelo, ma riconosco che non dovevo reagire così.. Ho sbagliato e me ne pento..>> -non attese troppo ad arrivare la risposta-
 
Stefania: <<Zack tu hai capito il motivo per cui io ti stessi spiando? Non avevo niente da fare e quindi mi sono messa a spiare la gente o c’è dell’altro?>>
 
Zack: <<Provi qualcosa per me..>> -La ragazza sbatté il pugno sul letto, dondolando un po’- <<Non ti ho mai guardata, non mi sono mai chiesto come ti chiamassi e non ti ho mai cercata eppure tu provi qualcosa per me.. Come fai ad amare una persona che non ti calcola?>>
 
Stefania: <<Prima che tu baciassi Vanessa, lei ti trattava semplicemente come un amico, un semplice amico nulla di più e questo vale lo stesso per Kai: ciò vi è andato giù perché eravate voi ad amarla, lei non provava un chissà che interesse per voi, mentre eravate tutti e tre innamorati di Vanessa. Adesso puoi capire il perché io provi qualcosa per te? Non mi serva nessuna giustificazione o pretesto, non mi servono degli sguardi da parte tua, non mi servono le tue chiamate o i tuoi messaggi, non mi serve che tu chieda di me a Vanessa o ad altri, anche se adesso non potresti neanche farlo, io ti amerò sempre perché sono una stupida cretina che ancora crede nelle favole, nel vero amore, nel colpo di fulmine, credo che un giorno riusciremo a creare qualcosa, a fare quello che adesso mai faresti.. Ecco perché ti amo ancora, mi faccio film mentali? Sì è vero ma non me ne vergogno, non che siano film mentali chissà di che calibro, però.. E adesso che finalmente ti ho detto tutto e ho approfittato della situazione..>> -non sentì nessuna risposta da parte dell’interlocutore solo la linea che cadde, improvvisamente, non sembrava che la chiamata fosse stata chiusa, seppur Stefania se ne convinse quasi subito ma non sembrò restarci troppo male, rimase salda, dire fredda è ipocrita, in quanto avrebbe desiderato una risposta da parte del ragazzo, la stessa che non arrivò- <<Eh niente ha chiuso..>> -allontanò il telefono dall’orecchio e lo diede all’amica che le stava accanto e che l’aveva incitata a dichiararsi e ad esprimere tutto ciò che pensava di Zack-
 
Vanessa: <<Vabbè sarà caduta la linea, qui non prende poi così bene come dici..>> -ma non si ebbe modo di discuterne, subito l’amica cambiò discorso, ritornando sulla protagonista della giornata, rivestendo di nuovo i panni della ragazza secondaria, oscurata e mascherata della sua felicità-

Stefania: <<Allora? Ci muoviamo a prendere dei bei abiti da mettere oggi? Susu! Lì non troveremo nulla vediamo nel mio vero armadio, il paese delle meraviglie di tutte le giovani incapaci come te!>> -disse prendendo per mano l’amica portandola con sé sino ad un secondo grande armadio questo, al contrario del primo visto da Vanessa, pieno zeppo di abiti e vestiti casual pronti ad essere selezionati dalla modella noleggiata da Stefania-.
 
Scelsero abbastanza velocemente un abito che però calzasse bene addosso a Vanessa e soprattutto che le piacesse in primis a Stefania e poi a Vanessa, l’indossatrice. L’amica si preoccupò di sistemarle anche i capelli, un minimo di trucco, non troppo per non rischiare di risultar essere una maschera di carnevale, ed era pronta ad accompagnarla a casa di Kai, dove poi l’avrebbe lasciata, un po’ prima dell’inizio del corso dove vi era la folla esultante in modo da non essere travolta dalle persone, la macchina e la cantante soprattutto. In 10 minuti arrivarono a casa di Kai, Stefania decise però di retrocedere nella scena, lasciando andare soltanto Vanessa che si mise a correre, seguendo la stessa strada che la medesima mattina aveva percorso Kai per riuscire ad entrare dal retro della casa, evitando così i giornalisti e la folla che ancora non era così animata in confronto a quando Vanessa arrivò. Stefania rimase in macchina, la spense perché l’aveva lasciata accesa quando l’amica era scesa da questa, ed appoggiò la sua testa sul sellino del sedile. Aveva trattenuto le lacrime fino a quel momento, era riuscito a reprimersi finché Vanessa non si ebbe allontanata abbastanza da non farle capire nulla e non farle vedere nulla: iniziò finalmente a piangere, diede sfogo a ciò che aveva dentro, alla delusione di quella chiamata, allo sconforto che questa le aveva causato, a quelle sicurezze che prima della stessa aveva e che adesso erano state come prese a sbrandellate, frantumate in mille pezzi come fossero di porcellana, senza ritegno, senza sensibilità, senza il giusto pudore. Aveva investito il suo amore in quelle parole, era rimasta solida, non si era completamente sciolta, eppure c’era del sentimento in ciò che ebbe detto a Zack, parole che non volevano silenzio, volevano essere coccolate, respinte se necessario, ma almeno considerate e accolte con gentilezza, quella stessa che non ci fu. Si sentì delusa, come tradita, si sentì fallire, percepì il senso della sconfitta che bruciava dentro, quella brutta sensazione di impotenza e rassegnazione alla quale era destinata, senza la possibilità di poter cambiare le cose ma solo accettarle: o era indotta a farlo o voleva farlo perché indotta. Aveva creduto nelle favole davvero? In un colpo di fulmine che la investì quando incontrò per la prima volta Zack? La stessa persona che aveva amato e che continuava ad amare aveva il potere di distruggere ciò in cui essa credeva? Poteva mai accettare la rassegnazione del momento e a quella a cui era intimata ad accogliere?
 
Stefania: <<Tu non sei nessuno per dire quello che devo o non devo fare e credere.. Io sono Stefania, ho un cervello, credo nell’amore, credo nei miei sentimenti perché sono puri, credo che tu non abbia il diritto di spazzare via queste mie sicurezze semplicemente perché non condivise.. Hai chiuso quel maledetto telefono come fossi peste da evitare.. Mi hai sbattuto in faccia la tua risposta..>> -le lacrime scendevano ancora e la rabbia traboccava, ma improvvisamente dovette bloccarsi e frenare le emozioni perché la stessa persona che le aveva fatto questo la stava richiamando- <<Zack? Non ci credo..>> -fece dei profondi respiri per calmare il corpo e lo spirito, rischiarì la voce rauca, si pulì il viso con la manica del maglione che indossava e finalmente rispose- <<Pronto?>>
 
Zack: <<Stefania? Ho provato a richiamarti non so quante volte ma mi dava sempre telefono staccato..>>
 
Stefania: <<Sicuro che non si tratti di una scusa? Il mio telefono era bello e che acceso, la prossima volta vedi di pensarle bene le scuse, perché con me non attaccano..>> -mandò giù il boccone amaro-
 
Zack: <<Ti giuro! Non avrei avuto motivo di attaccare così la chiamata! Ho ascoltato ogni tua parola che mi hai detto prima e mi dispiace..>> -stranita la ragazza continuò ad ascoltare- ...


[Immagine: habbo_11.png]


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